Dal tgr Liguria...

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l'espresso

Ci sono ristoranti dove si va per assaggiare e imparare cose nuove, ristoranti in cui si arriva con l’attesa di farsi regalare l’illusione d’un viaggio, e pure quelli ideali per divertirsi tornando un po’ bambini. Poi ci sono i locali in cui si va per stare bene, lasciando a casa ogni pensiero serio o aspettativa di bizzarria, spinti dalla sola pretesa di passare un paio d’ore piacevoli.La Posta di La Spezia rappresenta un fiero baluardo di quest’ultima schiera, e riesce nell’impresa di far sentire accolti con calore e garbo in una regione ostica per la ristorazione come la Liguria.
Il sapore della sala sta a metà fra il ricordo e l’intrigo, perché dove finiscono mobili e apparecchiature da elegante dimora italiana scevra di regionalismi, comincia la ricca collezione d’opere d’arte messa insieme dal patron Claudio Mazzoni, un galantuomo d’altri tempi che sa essere ospitale senza sfociare nell’affettazione. In cucina, la moglie Alessandra, a sua volta votata al benessere della semplicità.
Al di là d’un crudo di crostacei e pesci di scoglio con pochi eguali, il resto della proposta “parla” facile: dai primi di grande gola come le farfalle di farro bianco fatte a mano con filetti di triglie, carciofi e zenzero fresco, o come la lasagnetta croccante con zucca mantovana, formaggio caprino e cipollotto rosso di Tropea, fino a secondi confortevoli e ben eseguiti come fregole e vongole in guazzetto con bocconcini di pescatrice al forno.Ma anche orate o spigole al forno, un bel fritto lieve e abbondante, oppure piatti con sfumature di complessità appena accennate, come il filetto di rombo, patate al burro, broccoletti, purea di sedano rapa all’assenzio e caviale di salmone selvaggio. Oltre che per i vini, è bene fidarsi di Claudio anche per la selezione di salumi (imperdibile, per chi non l’abbia mai assaggiato, il culatello di Brozzi) e per i tartufi bianchi. Dolci di matrice casalinga con qualche scintilla di brio aggiunta, e conto dai 50 a salire secondo fame e voglie.

Bibenda

ristorante dell'anno bibenda

"Vi consiglio un nuovo posto a La Spezia: il ristorante La posta. Grande professionalità del cuoco, che sa trasmettere la qualità della sua cucina fin dall'inizio, servendo al posto dei soliti "santini", un gallo rosso marinato con amarene con la sua mousse. Tra i primi cappelleti di gamberoni con bisca alla liquerizia, tortelli di patate con merluzzo nero e salsa alle olive, crudo di gamberi rosa del tigullio, carpa e dentice con germogli di ravanello. Buona l'offerta dei formaggi e ottima la carta dei vini.”

 

Pubblicato da Davide Paolini il 28/04/2010

Dalle pillole del Gastronauta, in diretta ogni giorno alle ore 11.05 e 23.05. Sempre su Radio24.

Il Sole 24 ore

recensioni ristorante

"Se l’abito fa il monaco…l’uomo fa il ristorante. E’ il caso di Claudio Mazzoni, gentile quando accoglie, professionale quando presenta la carta, esperto quando sceglie il pesce. Il locale riflette la personalità del patron: curato, con quadri di valore alle pareti, piacevole. La cucina di pesce è leggera e, in alcuni piatti, ricca di sapori inediti come i “falsi” cappelletti di gambero e lime con bisque di liquerizia (o con acciughe fresche salate e cime di rapa per chi non ama il nuovo)o il raviolo di patate, black cod e asparagi selvatici. Si può cominciare con i freschi calamaretti al forno con zabaione e continuare, in modo tradizionale, con il pescato fritto o con il crudo di gamberi rosa del Tigullio e carpaccio di dentice. Eccellente la carta con variazioni anche sui vini naturali."

Michelin

ristorante recensione michelin

"Sobria eleganza ed oggetti d’arte creano l’ambiente ideale per gustare una cucina di terra e di mare, che riserva grosse attenzioni alla qualità delle materie prime: vera passione del patron così come, in stagione, il celebre tartufo bianco! Ottimo indirizzo."

Identità Golose

recensioni trattoria

"Claudio Mazzoni è un autentico gastronomo classico: i suoi ristoranti si sono sempre caratterizzati per la presenza di materie prime ricercate, eccellenti e stagionali. Grandi salumi e carni, i migliori funghi e tartufi (verso i quali ha un amore totale) e naturalmente, trattandosi di La Spezia, il pesce. La Posta, ultima “creazione” di Claudio e di sua moglie Alessandra (in cucina), piazzatisi in questo locale del centro cittadino dal 2008, si contraddistingue dunque soprattutto per i prodotti del mare, freschissimi, protagonisti di una cucina basata sulla semplicità e la linearità delle lavorazioni, sulle cotture poco invasive e sulla crudità.

La chef non ama gli stravolgimenti di gusto, e lavora in un paradigma solido e collaudato tanto in estate quanto in inverno, periodo in cui alla materia ittica si affiancano molte proposte di carne, e l’immancabile tartufo bianco a impreziosire le pietanze. Se poi amate prelibatezze come le acciughe di Monterosso, i crostacei crudi, i prosciutti e i culatelli, qui sarete felici perché questi sono “classici” quasi sempre presenti.

Vanno poi citate le paste fatte in casa, per esempio i Cannoli con triglia e finocchietto selvatico, gli Spaghetti alle cicale di mare e, in inverno, i Ravioli di patate e guanciale di cinta. Classicità anche tra i secondi: potreste imbattervi in dentici reali o in aragoste locali, decidere per il fritto misto oppure optare per il piccione, le lombate o i filetti di manzo. Ampia la scelta dei dolci e dei vini, anche in questo caso frutto della trentennale passione di Claudio."

Gambero Rosso

recensioni gambero rosso

"L’anima del locale è Claudio Mazzoni, ed è suo il merito di averlo riportato agli antichi fasti e di averlo reso una delle mete più gettonate del capoluogo. C’è da dire però che senza la bravura di Alessandra ai fornelli il suo compito sarebbe stato ben più difficile. La mano della cuoca si muove leggera nel valorizzare pesce freschissimo e ingredienti di qualità, attraverso cotture rispettose ed essenziali, supportate da un pizzico di creatività. Tanto per capire di cosa parliamo vi raccontiamo i nostri ultimi assaggi, a partire dai gamberoni e calamaretti arrosto con timballo di bulgur quinoa e gocce di salsa di mango al curry, un antipasto che ci ha entusiasmato. Un trionfo del mare la “vaporata” di scampi. Poi il suadente raviolo di patate ripieno di acciughe salate e burrata con acciughe fresche pomodorini e broccoli, ma, soprattutto, i cappellacci di spigola al nero con capesante e bottarga di muggine, veramente superlativi. Fragrante e sfiziosa la frittura di pesce con il pinzimonio, cottura ineccepibile per il petto di faraona alle mele renette. Chiusura più che all’altezza con la cassatina frutta croccante e salsa di fragole. Interessante e ben assortita la carta dei vini, di respiro internazionale. Il locale, in un’ex stazione di posta, è arredato con sobria eleganza e abbellito da opere d’arte contemporanea di cui il patron è un appassionato conoscitore Il servizio accompagna la sosta con professionalità e discrezione. Bonus per il dehor."

Le Guide de L'Espresso

ristorante guide espresso

"Il calore di questo locale deriva dall’arredamento elegante, dai bei quadri e soprattutto dall’accoglienza che il titolare riserva, lontana dall’invadenza, ma frutto di passione ed esperienza. La cucina utilizza solo il pescato del mar Ligure per piatti di elegante fattura e dalle cotture puntuali, ma offre anche alcuni peculiari prodotti terragni frutto di assennata scelta: culatello di Zibello, bagoss e Parmigiano di 36 mesi., e “importanti” come il piccione al forno. Elegante nella saporita semplicità il “ciupin” alla ligure con calamari, vongole e rana pescatrice e imperdibili gli spaghetti con cicale di mare e pomodoro confit. Il fritto, croccante e leggero, è servito con gusto nella presentazione e abbondanza nella quantità. Da provare, infine, la “variazione di dolci”, un insieme di golosità invitanti. Bella scelta di vini, servizio cordiale."

Bibenda

recensioni ristorante bibenda

"Claudio Mazzoni è il vulcanico titolare di questo gradevole locale, arredato con gusto e abbellito da opere d’arte contemporanea. La cucina offre di che soddisfare il palato, con piatti creativi che si fanno apprezzare per l’equilibrio dei sapori."

La Madia

"Una sosta al ristorante La Posta vale il viaggio a La Spezia. In questa città, troppo poco citata dalle cronache del turismo Culturale, (quello con la C maiuscola) – ma che meriterebbe ampio spazio già solo per il fascino del suo golfo celebrato da illustri artisti e poeti, tanto da coniarne la definizione di “Golfo dei Poeti” – il ristorante La Posta di via Giovanni Minzoni, parallela di Viale Italia, nel centro storico proprio dietro le poste di La Spezia, si pone invece come luogo del piacer culturale a 360°. Un locale in cui appena entri ti senti a tuo agio: una trentina di comodi e accoglienti posti, un arredo di gusto curato nei minimi particolari, con l’arte “spennellata” lungo tutte le pareti, soprattutto del pittore-scultore Giuliano Tomaino, (gourmet di casa), ma anche di Sandro Chia, di Fabrizio Isola e altri importanti artisti, che ti avvolgono in un’atmosfera speciale. Tutto a La Posta ti rende felicee ti rassicura, fin dall’accoglienza sulla quale il patron Claudio Mazzoni ha costruito la sua personale “griffe”: da lui avverti subito che entusiasmo e calore qui sobbollono come le pentole sul fuoco. Claudio Mazzoni è uomo dalle maniere gentili, pioniere gourmet con lunga esperienza alle spalle nella conduzione di ristoranti, appassionato d’arte, d’antiquariato e di tutto ciò che è bello e buono. Nelle scelte si è sempre ispirato alle forze del proprio gusto, all’intuito e ai propri sentimenti. Le stesse emozioni e i sentimenti che condivide con sua moglie Alessandra, da vent’anni impegnata al suo fianco in cucina, così come da due anni sta facendo il giovane chef Eros Armanetti, professionalmente cresciuto in cucine stellate italiane e francesi. La Posta, si diceva, trasmette ai suoi ospiti un senso di cultura universale, eterna. E anche un necessità imprescindibile del genere umano. Il Ristorante La Posta è un luogo vero, personalizzato con classe e stile, dove tutto va al di là delle effimere mode. Con una cucina mediterranea che mira al cuore, che si rifà al mercato e alla più umorale istantaneità, ostaggio di quel che i pescatori gli forniscono ogni giorno. La formula è quella di rifarsi al concetto originale dell’intuito come “scienza della sensibilità”. L’intuizione come espressione, forma e sintesi, sensazione e naturalità, “Qui concepiamo il cibo come un momento di cultura e di piacere. A tal scopo, prima di tutto, abbiamo creato questo ambiente, senza rinunciare alla qualità delle materie prime. Il nostro menù cambia secondo il pescato del giorno e delle primizie di stagione” – sottolinea Claudio Mazzoni con motivato orgoglio. Qui dove il concetto di cultura è rafforzato e legato agli animi, alle suggestioni – espressi e comunicati secondo canoni che variano a seconda del giorno, delle origini dei prodotti che si cucinano e dei caratteri degli uomini che li producono e li forniscono – gli elementi che danno forma e vita ai piatti non fanno altro che fondersi in maniera esemplare ed esaltare ciascuno la propria origine. E’ la cucina della freschezza e dell’eleganza, in casa d’artisti e d’artigiani che offrono triglie di scoglio farcite di patate agli aromi prescinseua, come rinvigorente toccasana per il palato, gli scampi e i gamberoni al vapore con granite di pompelmo rosa e basilico che dialogano fra loro su chi è più naturale, i tortellini al nero con capesante e bottarga di muggine che dimostrano l’ancestrale richiamo al territorio. La proposta della cantina è altrettanto ispirata, con importanti selezioni di vini nazionali e stranieri."

GRANDE cucina

Ristorante La Posta su Grande Cucina

Da un articolo di Chiara Maci: La Liguria, La Spezia, La Posta. Un ristorante che ha l'accoglienza di una famiglia, lo stile di una galleria d'arte e i sapori di una regione capace di sintetizzare terra e mare.

#divineacciughe: Orata, spigola, rombo ma anche acciughe, servite col burro sulla morbida galletta

#liguriavadoetorno: La posta è il ristorante familiare ch enon ti aspetti e in cui vuoi assolutamente tornare

#contemporaneamente: Un ristorant elegante, dove l'ambiente viene valorizzato da moderne opere d'arte

#dalaspeziaconamore: Dimenticate il menù e chiedete il pescato del giorno. Non ve ne pentirete #claudiocacciagliscampi

Grande Cucina n°04 Ottobre 2015

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